{"id":3715,"date":"2015-11-09T11:51:44","date_gmt":"2015-11-09T10:51:44","guid":{"rendered":"http:\/\/finocchiona.http.it\/en\/?p=3715"},"modified":"2016-03-15T17:35:03","modified_gmt":"2016-03-15T16:35:03","slug":"finocchiona-igp-sicura-e-di-qualita-nel-2014-oltre-2000-controlli-su-carni-e-allevamenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.finocchionaigp.it\/en\/2015\/11\/finocchiona-igp-sicura-e-di-qualita-nel-2014-oltre-2000-controlli-su-carni-e-allevamenti\/","title":{"rendered":"Finocchiona IGP sicura e di qualit\u00e0: nel 2014 oltre 2000 controlli su carni e allevamenti"},"content":{"rendered":"<div>4096 allevamenti, 8milioni di suini, oltre 6300 giornate di macellazione. Sono questi i numeri della filiera da cui origina anche la materia prima della Finocchiona IGP e sui quali si concentrano i controlli dell\u2019Istituto Nord Est Qualit\u00e0 (INEQ), l\u2019ente autorizzato dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali a cui \u00e8 stato affidato il piano di controllo e lo schema di certificazione della Finocchiona IGP. Nel 2014 sono stati effettuati controlli su 2032 allevamenti, circa il 50 per cento del totale, e su 74 macelli, circa il 60 per cento. Per il 2015 sono inoltre previsti, a cominciare da giugno (primo mese effettivo di produzione della Finocchiona IGP) e sulla base delle attuali adesioni al sistema, 125 verifiche dell\u2019intero processo produttivo, 172 audit di controllo del prodotto stagionato e 46 ispezioni sulle successive attivit\u00e0 di affettamento, unitamente a diffusi campionamenti per l\u2019esecuzione di prove di laboratorio circa i requisiti analitici prescritti.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>Un sistema di controlli efficiente e rigoroso.<\/b> L\u2019altissima qualit\u00e0 della Finocchiona IGP inizia a delinearsi fin dall\u2019allevamento, che deve rispondere a precisi requisiti di conduzione ed organizzazione. I suini devono appartenere a tipi genetici adeguati e specifici, raggiungere peso ed et\u00e0 elevati con l\u2019impiego di tecniche di alimentazione rigorose che assicurino requisiti uniformi di rintracciabilit\u00e0 e di identificazione. I macelli devono dare riscontro ai requisiti di identificazione dei suini e delle relative partite e procedere alla classificazione degli animali macellati, affinch\u00e9 possano essere utilizzate solo le carni di suini di peso compresso tra 144 e 176 kg. Una volta arrivata in salumificio ogni passaggio successivo viene registrato e riscontrato dal produttore e dall\u2019INEQ, che acquisisce le informazioni ed opera continue attivit\u00e0 di verifica. Gli ispettori dell\u2019 Istituto, verificano, a campione, le operazioni gi\u00e0 sviluppate dal produttore e le operazioni in corso, fino al completamento della stagionatura, la valutazione delle caratteristiche organolettiche ed il collaudo finale della Finocchiona destinata al consumo.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>Tradizione e regole per un prodotto di altissima qualit\u00e0<\/b>. Le carni sono ottenute da animali selezionati ed allevati con il fine di garantire carni idonee alla lunga stagionatura naturale, in virt\u00f9 della loro stessa composizione molecolare e di una adeguata presenza di grasso. Gli standard di qualit\u00e0 sono disciplinati lungo la filiera, nell\u2019ambito di un programma di controlli severo. L\u2019impiego di additivi, inoltre, \u00e8 molto basso e limitato a ingredienti naturali e caratteristici su cui dominano i semi ed i fiori di finocchio. Ingredienti che vanno uniti alle sole carni suine, con l\u2019aggiunta eventuale (a seconda della ricetta di produzione) di vino, attraverso un processo di trasformazione regolamentato e del tutto naturale. Per quanto riguarda le caratteristiche organolettiche il punto di riferimento \u00e8 la tradizione che si riflette sull\u2019aspetto, sul taglio, sul profumo e sul sapore, caratteri che supportano la possibile implementazione di una autentica \u00a0\u201cvalutazione sensoriale\u201d del prodotto. L\u2019equilibrio tra peso e stagionatura, inoltre, \u00e8 un altro fattore che, se associato all\u2019esperienza e alle professionalit\u00e0 locali, possono assicurare risultati tecnologici di eccellenza.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>Perch\u00e9 la carne italiana \u00e8 migliore? Il caso OMS e le DOP \u2013 IGP. <\/b>\u00a0In risposta alla ricerca OMS \u2013 IARC sul rapporto tra consumi di insaccati e carni rosse e tumori, molti Consorzi ed Istituzioni hanno sottolineato come le carni italiane siano migliori rispetto a quelle di altri Paesi. Un\u2019affermazione suffragata dal fatto che il sistema ufficiale veterinario opera in Italia nell\u2019ambito della Sanit\u00e0 Pubblica (non in tutti i paesi \u00e8 cos\u00ec, anche se le regole da applicare sono le stesse) che presidia territorio, produzioni e prodotti con elevati standard di sorveglianza. L\u2019esperienza produttiva legata al mondo della DOP-IGP, con regole e requisiti obbligatori impone il rispetto fisiologico di ritmi che tendono ad esorcizzare la prevalenza dei rischi di profonde alterazioni nei requisiti delle carni indotti da forzature genetiche o alimentari o legate alla stabulazione. Il benessere animale \u00e8 associato in modo naturale ed automatico al rispetto dei requisiti di allevamento e della stessa caratterizzazione delle carni: un animale stressato non d\u00e0 mai buoni risultati dopo la macellazione. Il sistema DOP-IGP, inoltre, \u00e8 un sicuro presidio contro l\u2019omologazione delle abitudini produttive ed alimentari, con tutti i rischi che questa comporta.<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>4096 allevamenti, 8milioni di suini, oltre 6300 giornate di macellazione. 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